domenica 20 maggio 2007

FUERTEVENTURA on the road


Il nostro video di Fuerte


Voglio condividere con voi un bellissimo viaggio a Fuerteventura che ci ha davvero entusiasmato.

Si parte con i bimbi (2 e 4 anni), e con l'intenzione di non trascorrere la classica vacanza "statica" ma  di noleggiare una macchina sul posto e girare l'isola, ogni giorno in un posto diverso.


Per questo fine abbiamo prenotato un hotel a Corralejo, la base migliore per i vari tour, a mezza pensione. Stando fuori tutta la giornata non vale la pena pagare per il pranzo compreso. All'hotel Arena (più simile a un residence che a un hotel) la cucina è davvero ottima, le stanze ampie, l'animazione è molto blanda, cose che hanno incontrato i nostri gusti e reso ancora più piacevole il nostro soggiorno.


Questa scelta ci ha consentito di risparmiare parecchio sul costo del viaggio, e possiamo confermare che è la formula più adatta alla vacanza "dinamica" che abbiamo scelto. Dopo una sostanziosa colazione si può partire, mangiare fuori al sacco (in tutta l'isola ci sono molti modi per pranzare senza spendere troppo, ristorantini, supermercati, mac donald's, chioschi) e ritornare giusto in tempo per la ricca cena a buffet.


 Inoltre Corralejo è una cittadina ben servita, con ospedali, farmacie, benzinai, locali, negozietti ecc. 
Da tener conto che da Corralejo partono i traghetti per Lanzarote, e un giorno vale la pena dedicarlo anche all'esplorazione di quest'altra fantastica isola.
Oltretutto vicino a Corralejo (una mezz'oretta a piedi) c'è il parco naturale delle dune, il luogo più suggestivo dell'isola.
Il primo giorno l'abbiamo dedicato all'ambientamento a Corralejo e alla scelta di un'auto a noleggio. Con il noleggiatore locale Autos Martel ci siamo trovati benissimo e abbiamo speso poco, circa 110 euro per 5 giorni.

Il giorno dopo abbiamo visitato la parte sud dell'isola, verso Jandia. Le strade di Fuerte sono bellissime e non c'è traffico, quindi si percorre l'isola da nord a sud in circa 1 ora e mezza e in modo scorrevole e panoramico.

A Sotavento il mare è una meraviglia con una lingua di sabbia che corre parallela alla spiaggia e il mare in mezzo come una piscina...l'unica nota dolente è che le strade per raggiungere tutte queste meravigliose spiagge del sud, (specie Cofete che è dalla parte opposta) sono sterrate e impegnative, quindi più adatte a una coppia avventurosa senza bimbi piccoli che in auto si annoiano.

Dato che oltretutto quel giorno c'era un vento fortissimo, abbiamo preferito visitare il faro di Jandia, con una spiaggia bianca bellissima e gli scoiattolini che vengono a mangiare dalle mani, i bimbi sono impazziti.


Una giornata abbiamo voluto dedicarla interamente alla spiaggia nel Parco Nazionale delle Dune.
Si parcheggia l'auto lungo la strada e ci si avventura a piedi tra le dune bianche, con la netta sensazione di trovarsi in mezzo al deserto, per poi raggiungere un mare che nei giorni poco ventosi quando è calmo è assolutamente caraibico.

E' affascinante il fenomeno delle maree molto intenso che fa cambiare completamente la morfologia della spiaggia e i suoi colori nel giro di poche ore, scoprendo le rocce laviche.


Bellissimi i paesini bianchi tra i cactus, le enormi piante di aloe e le gigantesche palme.
 Il tempo è ballerino a Fuerte, anche se non piove quasi mai. Nella giornata più nuvolosa abbiamo deciso di attraversare l'entroterra sempre incantevole, con i suoi vulcani spenti e i colori rossastri, al punto che a momenti pare di stare su un altro pianeta.

Per altri tratti ricorda le grandi pianure americane del west, con una strada solitaria che scorre in mezzo a un paesaggio totalmente incontaminato, e non se ne vede la fine.
Per prima cosa abbiamo intrapreso l'unica lunga strada sterrata per vedere il relitto dell'American Star (arenata nei pressi di Ajuy sulla costa occidentale). Purtoppo è ormai quasi completamente sommerso dalle acque rispetto alle foto che trovate in rete e ha perso parte del suo fascino.

E' stata ad ogni modo una bella avventura, e Playa de Garcey coi suoi sassi blu e la sabbia nera vulcanica tra le rocce scoscese si è rivelata uno spettacolo affascinante.

Per raggiungere la vecchia capitale Betancuria, siamo passati per la zona più montagnosa dell'isola. Assolutamente incredibile il paesaggio sulla strada che costeggia la montagna brulla, con i cabritos selvatici che si arrampicano tra le rocce.
Un'altra giornata l'abbiamo trascorsa sul mare vicino a Corralejo, alla Flag Beach, la spiaggia dei surfisti. Qui si gode di un oceano spettacolare con il suggestivo isolotto di Los Lobos di fronte e nelle giornate limpide si vede bene anche Lanzarote.

Il pomeriggio l'abbiamo trascorso a El Cotillo, stupenda la visuale delle scogliere dall'alto.


Nei pressi del ristorante Azzurra ci sono delle spiagge molto carine, adatte ai bambini, con delle piscine naturali vicino alle rocce vulcaniche.

La parte Nord dell'isola è molto brulla, con delle onde molto alte. Qui abbiamo visitato il faro mente il tempo era nuvoloso e ciò ha reso lo spettacolo ancora più suggestivo.


































Per concludere, anche se partite coi bambini non fatevi spaventare dal forte vento che va e viene a giornate, basta portare con voi una di quelle tende parasole da spiaggia che si montano in fretta (vanno zavorrate il più possibile coi sassi vulcanici facilmente reperibili), perchè possono permettervi di godere il sole e il mare anche quando c'è vento.

E' stata una vacanza indimenticabile, la consigliamo a tutti gli avventurosi....grandi e piccoli.


(pictures by me)
 

sabato 19 maggio 2007

LANZAROTE ON THE ROAD



Abbiamo deciso di visitare Lanzarote partendo dal porto Corralejo (Fuerteventura) con un comodo traghetto Freddy Olsen e la nostra auto a noleggio, del tutto ignari che ciò non si possa fare....ma ormai l'abbiamo fatto e fortunatamente è andato tutto bene perchè l'assicurazione non ci avrebbe coperti!
Con il traghetto abbiamo raggiunto Playa Blanca, Lanzarote....ed inizia la nostra avventura on the road, sempre coi nostri bimbi al seguito.

Il paesaggio si mostra da subito incantevole e inapettato. Distese di lava nera a perdita d'occhio, vulcani maestosi dalle linee morbide e dai colori vivaci, ricoperti alle pendici da una cenere scurissima. E su questa tante piantine talmente verdi che sembrano quasi fluorescenti per contrasto.
I paesini di casette tutte bianche che risaltano sulla sabbia marrone scuro e tra le rocce nere, le palme, il panorama sconfinato, la lunga strada asfaltata che corre in mezzo a un mare di lava, i vulcani imponenti che si stagliano di fronte a te, e che ti fanno immaginare e paventare...e se adesso erutta???


Caratteristico il nostro pranzo a Tinajo, un paesino dell'entroterra ai piedi di un vulcano, dove compriamo dell'ottimo pane casareccio e formaggio di cabritos locali ad una sagra locale. Lo divoriamo su una panchina della piazza mentre i paesani suonano musiche folkloristiche.

Lanzarote è fantastica ancor di più col brutto tempo, perchè i colori scuri che caratterizzano l'isola si intensificano mentre quelli chiari risaltano per contrasto. Uno spettacolo mai visto prima, specie la zona del Parco Nazionale di Timanfaya e il suo paesaggio lunare.
Ogni tanto si intravedono carovane di cammelli che trasportano i turisti lungo alcuni percorsi del parco.
L'isola non è affatto pianeggiante, è piena di dislivelli, tutta collinare, un continuo su e giù tra paesaggi e scorci dai colori spettacolari.

In macchina la percorriamo quasi tutta, finestrini abbassati, aria fresca dall'odore vulcanico e paesaggi surreali, raggiungendo anche il carinissimo paese di Teguise.


In lontananza ogni tanto si staglia l'oceano di un blu fin troppo saturo, ed è molto suggestivo l'aspetto di Fuerteventura all'orizzonte, con la sua striscia di spiaggia bianchissima (Parco naturale delle dune di Corralejo) che contrasta con il mare.

Da visitare assolutamente a Lanzarote Charco de Los Clicos (Laguna Verde), una vera meraviglia della natura. Un lago verde fluorescente su una spiaggia nera tra rocce rossastre a picco sul mare blu intenso, mozzafiato.
La foto non rende minimamente l'effetto che fa.
Dopo varie peripezie torniamo a Playa blanca per rientrare a Fuerteventura, ma quest'isola così vulcanica, selvaggia e unica al mondo ci rimarrà nel cuore.



Lanzarote, come sentirsi su un altro pianeta.

sabato 3 febbraio 2007

SVIZZERA ON THE ROAD


La calma piatta e i colori autunnali di un laghetto a Bad Ragaz, fotografato vicino al nostro campeggio.


Ecco il resoconto del nostro viaggio in Svizzera con il camper.
Siamo partiti da Verona con un camper da 6 posti nuovo a noleggio con i nostri bimbi di 2 e 4 anni.
Dato che in Svizzera la sosta libera non è consentita, in questo periodo il problema è trovare campeggi aperti anche in bassa stagione, per questo ci siamo informati prima in rete per trovarne almeno alcuni. Il camper ci è stato consegnato alle 3 del pomeriggio, il tempo di caricarlo velocemente e siamo partiti subito.




Claudio non ha trovato problemi a manovrare il camper, nonostante le dimensioni.
Appena entrati in Svizzera abbiamo dovuto acquistare la vignetta alla frontiera (circa 30 euro) ma poi le autostrade sono tutte gratuite e bellissime da percorrere, agevoli, panoramiche e prive di traffico. Prima destinazione Melano, Svizzera, al bellissimo campeggio di Monte Generoso, sul lago. Appena arrivati al camping che stava chiudendo abbiamo scordato di chiedere l'adattatore per la presa di corrente elettrica, dato che è incompatibile con il cavo tripolare italiano...fortunatamente il camper ha una sua autonomia almeno per la luce (gas e riscaldamento funzionavano ugualmente) così abbiamo cenato e ci siamo messi a letto senza problemi. 


Il mattino siamo partiti per Lugano, l'abbiamo attraversata in camper e ci siamo diretti verso Bellinzona. Abbiamo passato il Gran Bernardino e per pranzo ci siamo fermati a Chur, posteggiati presso i campi sportivi vicino al fiume.
Comodissimo potersi fermare brevemente per farsi un caffè, andare in bagno o fare uno spuntino quando si vuole...sul camper c'è sempre tutto a portata di mano e con i bimbi piccoli è una vera comodità. 


Il paesaggio della Svizzera tedesca è incantevole, laghi e montagne ovunque.
Il pomeriggio ci siamo diretti a Maiensfeld, dove si trova Heidiland.
Lì i bimbi si sono divertiti a visitare la vecchia casa di Heidi e a giocare con tantissime caprette.


La sera ci siamo fermati al camping Giessenpark, in mezzo al bosco, a Bad Ragaz.
Abbiamo lasciato il camper al camping e attraversando dei bellissimi campi da golf e laghetti abbiamo raggiunto a piedi il centro termale di Bad Ragaz per un bagno caldo, purtroppo non sapevamo che i bimbi sotto i 3 anni non possono accedere, così a malincuore abbiamo rinunciato tutti. Volevamo fare qualche spesetta alimentare ma i supermercati sono rari e chiudono presto, quindi siamo tornati al camper per cenare con un risotto pronto agli spinaci! E' stata comunque una passeggiata molto suggestiva.


Il mattino seguente siamo andati a visitare Vaduz nel Liechtenstein, e poi siamo tornati indietro per riprendere l'autostrada panoramica che costeggia i laghi verso Zurigo. 


Prima di pranzo abbiamo trovato un parcheggio a ore abbastanza vicino al centro e abbiamo visitato la bella Zurigo, comprando panini, cioccolata e pasticcini.
Ci siamo spostati col camper in un ampio parcheggio fuori città per pranzare e poi ci siamo messi in viaggio verso Berna. Il campeggio che abbiamo trovato sul fiume della città era chiuso, ma un signore gentile ce ne ha indicato un altro aperto dall'altra parte della città, sempre sul fiume, il Kappelensbrucke. 


Prima di arrivare al campeggio ci siamo finalmente imbattuti in un supermercato Bennet aperto dove ho comprato pane, formaggio e affettati per la cena.
Lasciato il campeggio ci siamo avvicinati al centro di Berna: abbiamo trovato un parcheggio a ore vuoto e comodo per il camper vicino alla teleferica che porta alla parte alta della città.. Tranquillamente a piedi abbiamo visitato la splendida città di Berna e per pranzo siamo tornati al camper per pranzare. 


Il pomeriggio siamo passati per la carinissima Friburgo e poi ci siamo diretti a Montreux, per visitare lo splendido Chateau de Chillon.
Anche qui abbiamo trovato facilmente parcheggio per il camper e la visita al castello è stata entusiasmante sia per noi che per i bambini! Si può girare liberamente per le varie stanze, attraversare cunicoli, scale e passerelle in legno e assaporare splendidi panorami sul lago. 


Di qui siamo tornati un pò indietro per raggiungere Losanna, che abbiamo attraversato e visitato comodamente in camper. La parte della svizzera francese è meno curata di quella tedesca, c’è più traffico, l’edilizia meno curata, l’atmosfera montana si perde.

Ci siamo poi diretti verso la trafficatissima Ginevra dove abbiamo dovuto girare parecchio alla ricerca di un campeggio per la sera, dato che quello dove volevamo andare non era provvisto di elettricità. Un camperista francese molto gentile ce ne ha indicato uno carino nella zona di Satigny, il Bois de Bay, dove ci siamo sistemati per la notte.


Il mattino abbiamo trovato un ipermercato nella zona di Meyrin dove abbiamo fatto varie spese alimentari di specialità francesi e svizzere da portare a casa. 


Poi ci siamo diretti al confine, e passando per la Francia tra suggestivi paesaggi di montagna abbiamo attraversato il traforo del monte Bianco. 

Abbiamo pranzato sul camper in un parcheggio vuoto ad Aosta e il pomeriggio ci siamo messi in viaggio verso Iseo, per fermarci allo splendido Camping Iseo…ci hanno dato una piazzola panoramica vicinissima alla riva. Abbiamo trascorso il tardo pomeriggio e la sera a giocare sulla spiaggia, il paesaggio era splendido e i bimbi si sono divertiti tantissimo con le numerosissime ochette! 

Il mattino presto siamo ripartiti per Verona dove abbiamo riconsegnato il camper.
Il periodo non era caldissimo ma nemmeno troppo freddo, fortunatamente non ha mai piovuto.



A maggio ci aspetta la prossima avventura camperistica: la Romantic Strasse in Germania :)

LONDON walking


Amo Londra. É così strana, ordinata e bizzarra, grigia e vivace.
Così fedele ai suoi simboli ma sempre all'avanguardia.
Fredda eppure accogliente.
Antica e futuristica.
Unica. 
 
Una sera ho detto a Cla: ho voglia di andare a Londra.
Detto fatto, un'ora dopo avevamo già prenotato un volo RyanAir convenientissimo su internet.

Per trovare l'hotel abbiamo dovuto spulciare un pò di più in rete, poi abbiamo scovato lo York Hotel, carino e comodissimo nella zona residenziale di Earl's Court.

Lottando fino allo stremo contro la mia tonsillite, opportunamente imbottita di antibiotici, siamo partiti il 3 febbraio da Brescia Montichiari con i nostri pupattoli di 2 e 4 anni...e atterrati a Stansted.

Abbiamo preso un pullman (già prenotato in rete anche quello) fino a Victoria Station, e di lì abbiamo raggiunto l'hotel con la metro.


I giorni seguenti abbiamo girato Londra in lungo e in largo a piedi e con la metro, coi bimbi opportunamente sistemati sul passeggino gemellare, protetti dalla cerata antipioggia....ma mica per la pioggia, bensì per il freddo polare. La temperatura non si alzava più su dello zero.

Nonostante questo abbiamo trovato sempre bel tempo.
Tralasciando i musei che per i bimbi sono ardui, li abbiamo fatti divertire da Harrod's, da Pizza Hut, e soprattutto da Hamley's.
Gli abbiamo fatto accarezzare gli scoiattolini di Hyde Park, ammirare il lusso di Buckingham Palace, fare le corse a Trafalgar Square e attraversare il Tower Bridge.



Su e giù col gemellare in spalla, da the tube ai coaches, abbiamo passeggiato per Oxford Street, Carnaby Street, Regent Street, Piccadilly Circus, Green Park, Covent Garden, fino a Westminster Abbey, the House of Parliament, il Big Ben e la Torre di Londra.

 Bella bellissima Londra, anche per pochi giorni  e anche per i piccoli (nella foto sopra, i due miniviaggiatori a Trafalgar Square).
Avremmo voluto rimanere di più....insomma, tocca tornarci, anche perchè Cla deve ancora vedere Stonhenge!


(pictures by me)

domenica 20 agosto 2006

PARIS à pieds



Invitati a un matrimonio da favola nei pressi di Versailles, a Parigi, ci siamo detti: dobbiamo assolutamente andarci!

Mavi ha 3 anni e Martino 1 anno e tocca abituarli da piccoli. E poi Mavi deve fare da damigella a Isabelle che le ha pure comprato un vestitino da favola.

Partiamo i primi di agosto da Linate con Easyjet, e atterriamo a Paris Orly. Su internet avevamo già prenotato un'auto a noleggio, la mitica Meriva blu.

Come prima tappa raggiungiamo Auffargis, spettacolare villaggio immerso nel verde, dove abita Isabelle, e passiamo un pò di tempo nella sua splendida villa di campagna con altri invitati venuti da fuori...per la sera poi ci sistemiamo in un Etap hotel a Coignières.

Il giorno seguente ci trasferiamo nel fantastico, magnifico, indescrivibile Hôtel "La Ferme des Vallées" nel Domaine Des Vaux De Cernay, un paradiso immerso nei boschi...semplicemente indescrivibile. 


Fate un giro panoramico sul sito per rendervi conto (nella foto sopra: il nostro alloggio):
http://www.abbayedecernay.com

Qui in giornata festeggiamo il matrimonio di Marco e Isabelle, dopo due suggestive cerimonie tutte alla francese, prima nella Mairie e poi nella petite église di Auffargis.


Il giorno successivo partecipiamo a un banchetto delizioso nella villa della sposa, e poi salutati tutti gli amici, ce ne andiamo a Parigi, per visitarla l'ennesima volta....ma stavolta la prima per i bimbi!

Soggiorniamo per alcuni giorni in un hotel economico ma molto francese vicino a Place de la Bastille, e giriamo Parigi e i suoi luoghi più caratteristici in metro e a piedi, con i bimbi sul passeggino gemellare.
Visitiamo la Tour Eiffel,  Montmartre, il Sacre Coeur e Notre Dame,  mangiando crepes e pain au chocolat quando ci è possibile.



Unica nota negativa: la salita verso il Sacre Coeur spingendo un passeggino gemellare con due bambolotti sopra, una prova fisicamente distruttiva, anche spingendo in due!
Solo per un pomeriggio pioviggina e così possiamo utilizzare la comoda cerata del passeggino.

Se devo dirla tutta, sono stata altre volte a Parigi in passato, ma questa volta l'ho ritrovata peggiorata, molto sporca, piuttosto puzzolente, e soprattutto fastidiosamente invasa dai cinesi, specie per quanto riguarda i principali esercizi.

 Avevo nostalgia del vecchino francese che ti preparava delle eccezionali crepes au chocolat sul suo caratteristico carrettino ambulante...non se ne vedono più. Anche a Montmarte le crepes ora le preparano i cinesi: già precotte, e farcite con la Nutella. Ahimè...
Stessa storia per le pasticcerie e il pain au chocolat.
 
A parte questa nota un pò triste - soprattutto per una come me che ha imparato ad amare profondamente le squisitezze francesi dopo aver vissuto a Grenoble per quasi un anno vicino a una pasticceria - dobbiamo concludere che è stata una bellissima esperienza e abbiamo capito che con i bimbi anche molto piccoli si può viaggiare e visitare in tutta tranquillità. 
Quindi penso che questa sarà solo la prima di tante vacanze itineranti con loro. 
Ci siamo divertiti tantissimo...in attesa delle prossime peripezie!


(pictures by me)

mercoledì 26 aprile 2006

IL FASCINO (culinario) DI WIEN

Sono stata due volte a Vienna, e la seconda volta ho avuto la fortuna di poterla girare con un amico di origini viennesi.
Ci ha ospitati in un tipico palazzo del centro e ci ha accompagnati in un tour davvero coinvolgente e poco turistico alla scoperta dei luoghi più affascinanti e caratteristici, che forse solo i viennesi conoscono.
E ci ha portati a mangiare nei locali più tipici di Wien, le kekkerkolake, gli heurigen e le bierkolake.

Ovviamente dopo un giro obbligatorio a Innsbruck e a Salzburg.

Non so se sia stato questo modo privilegiato di vivere il posto, o se sia per il suo stile, per l'atmosfera, o per le cose buone che ho mangiato...ma io preferisco sempre Vienna ad altre grandi città europee che ho visitato, inclusa Parigi. Forse perchè a Vienna si respira arte.

La mia chicca preferita è la farmacia Engel Apotheke con idipinti di Oscar Laske.


Ho potuto girare Vienna con una decapottabile, in compagnia di amici, vedendo scorci e frequentando locali di ogni genere. Ho vissuto la città da viennese, e mi ha decisamente conquistato.

É impareggiabile Vienna, così maestosa, regale, elegante, ordinata, pulita, decorata, con le grandi vie tutte dritte con i palazzi chiari e le cupole azzurre, dove c'è tanta imponenza ma molto respiro.

Imperdibili il Palazzo di Hofburg, il Duomo di Santo Stefano, gli stravaganti palazzi di Frederick Hundertwasser nel quartiere Landstrasse (che meraviglia!), con linee irregolari e colori sgargianti, poi il Prater, il Mercatino di Naschmarkt, il viale Unter Den Linden, il Belvedere, il Castello di Schonbrunn con il suo spettacoloso parco, la Karlskirche e il Graben, la bellissima piazza allungata su cui si affacciano gli edifici più prestigiosi, e poi le fontane, gli artisti di strada, gli elegantissimi caffè viennesi.

Ma le cose che più mi sono rimaste impresse sono le squisitezze che ho mangiato...

I favolosi hot dog dei baracchini ambulanti...


La maxi cotoletta Wiener Schnitzel, croccante, sottile e gigantesca da Figlmuller....




 La fetta di Sachertorte alla pasticceria dell'Hotel Sacher (con tanto di guardaroba obbligatorio a pagamento!)...


Le Palatschinken ripiene dai mille gusti al Heindl's Palatschinken Pfandl...


Ma anche il gulasch, i Semmelknödel, l'apfelstrudel, la frittatensuppe....e ovviamente birra e wurstel di tutti i generi e davvero buonissimi, nemmeno paragonabili a quelli a cui siamo abituati.
Dovrò tornare a Vienna , fosse solo per rimangiare così bene e far assaggiare queste cose anche ai miei bambini!

       davanti a Schonbrunn

venerdì 10 giugno 2005

MALLORCA con i bambini


IL VIDEO DI CALA RATJADA - PUNTA AGULLA


Come primo viaggio aereo per il nostro piccolino di un anno (la nostra primogenita di 3 aveva già volato) abbiamo scelto le Baleari, e l'isola di Mallorca, a Punta Agulla (Cala Ratjada) una delle spiagge più suggestive dell'isola. Dista solo un'ora e mezza di viaggio, ma sfortuna ha voluto che fosse il peggior volo che ricordo, nel mezzo di una bufera di acqua, tuoni e fulmini, che mi ha fatto venire veramente paura di precipitare. Per fortuna siamo arrivati a destinazione, anche se molti sia in aereo che all'aeroporto di Palma hanno vomitato per il traballamento!

Devo assolutamente menzionare l'aeroporto di Palma di Mallorca, davvero immenso e interminabile...non ci aspettavamo cotanta roba  in un'isola così piccola.
...Ad essere sinceri, Mallorca è stato un ripiego in quanto a Menorca non abbiamo trovato posto.
Per questa volta le nostre intenzioni di viaggio erano tutt'altro che dinamiche, considerata l'età dei bambini e il nostro bisogno di relax.

Abbiamo scelto questo hotel, il S'Entrador Playa, per il prezzo contenuto e la possibilità di utilizzare in piena libertà il centro benessere, che si è rivelato il punto forte dl viaggio. 
Mallorca è una bella isola, e sarebbe stato da girare con un'auto a noleggio, ma questa volta coi bimbi così piccoli non ce la siamo sentiti.
Il luogo ci ha colpito per l'aspetto "hawayiano".....per chi ha seguito la serie tv, ci ricordava molto l'isola di Lost, con le sue colline verdeggianti affacciate sul mare cristallino.
I primi giorni il tempo ha lasciato molto a desiderare, non ha mai piovuto ma il cielo è stato sempre cupo e grigio, donando al mare un colore irreale e lattiginoso, e alla sabbia una tonalità rosata.

Premetto già che il destino infame ha voluto che tutte le foto più belle di questa vacanza finissero cancellate per errore...poche ce ne restano e sono quelle che vedete, a bassissima risoluzione (sono quelle che avevamo inviato ai nonni per email).
Per questo motivo ho incorporato un video - non di mia proprietà - che ripropone le immagini perdute di questi incantevoli posti.

Il resto della settimana ha iniziato a fare veramente bel tempo, la temperatura era ottima, il mare pulito e stupendo...ma sulle belle spiagge mallorchine...un disastro di gente.
In Spagna le spiagge sono libere e frequentatissime dalla gente del posto...ovviamente le più belle, come la nostra, Cala Agulla, è una delle più gettonate per la sua acqua cristallina e i colori caraibici, incorniciata da  verdi colline rigogliose.
Quindi specie nel weekend, la spiaggia risulta davvero troppo affollata, almeno per i nostri gusti.

Questa sarà forse l'unica vacanza trascorsa in totale relax, tra le puntate in spiaggia e le spaparazzate nella SPA dell'hotel, non si sa perchè nessun altro dei vacanzieri ci scendesse mai, ma era una meraviglia...così nel primo pomeriggio, quando i bambini riposavano, io e Claudio ci davamo il cambio per passare un'ora in totale rilassamento tra le saune, il bagno turco e l'idromassaggio, le poltrone riscaldate e le docce aromatiche...tutto ovviamente già compreso nel pacchetto.

Per me è stato un toccasana, poter usufruire giornalmente di una SPA vuota, dove potermi allargare comodamente in una vasca idromassaggio da 8 posti....il non plus ultra per una neomamma stressata.
E per un neopapà stanco.

Altra cosa positiva è stata poterci abbuffare al ristorante che disponeva di un'ottima cucina internazionale, e non abbiamo badato all'ingrasso assaggiando di tutto di più.

La sera abbiamo fatto qualche giro a piedi dall'hotel passando lungomare su dei bei sentieri a picco sulle calette rocciose della vicina Cala Lliteres, col suo piccolo porticciolo,  fino al centro di Cala Ratjada, piena di bei locali, e bei negozi...ma ciò che mi ha più colpito è la luce giallo rosata del tramonto, davvero suggestiva e particolare.

Non credo che torneremo a breve alle Baleari, ma comunque ne serbiamo un bel ricordo...possiamo dire la vacanza giusta e il luogo giusto per un certo momento della nostra  vita di viaggiatori.

Sperando che i bambini crescano in fretta per poterli scarrozzare un pò in giro!

martedì 26 aprile 2005

Le meraviglie di Plitvice



 Si sente spesso di gente che va in Croazia (Jugoslavia) per le vacanze, ma non ho ancora trovato nessuno che sia stato a Plitvice, e poichè io ho un ricordo favoloso di questi luoghi, voglio consigliarvi un giro in questo parco non troppo distante da noi, il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice.

  Io avevo alloggiato in un hotel appena fuori dal parco, sul sito trovate le varie proposte di alloggio ma è consigliabile anche il camper.

Sono posti verdissimi, meravigliosi, con sentieri e passerelle di legno che si snodano tra le foreste, fino ad attraversare il lago principale, ci sono poi altri 15 laghetti, cascate, sorgenti, torrenti, fiori, animali, in mezzo a una vegetazione rigogliosa.

Ci si può addirittura spostare su battelli elettrici e trenini.

 
 Il periodo migliore è l'inizio dell'estate, maggio/giugno, quando il carico d'acqua delle cascate è maggiore e più spettacolare, così come la vegetazione.

 Un posto incredibile, vi lascio il link al sito per farvi un'idea, sperando di ritornarci presto con i miei bambini e far godere anche a loro una spettacolare immersione nella natura:

il sito di Plitvice



Vi allego al post alcune foto di google images, io avevo fatto solo diapositive...
ma vi garantisco che è esattamente come lo vedete.
Magico.


lunedì 14 maggio 2001

Su e giù per l'Egitto


E per il nostro matrimonio ci siamo regalati l'Egitto.
Vi racconto il nostro viaggio, con volo Egyptair in partenza da Malpensa alla volta di Luxor.

 Arriviamo a Luxor in tarda serata e dobbiamo aspettare un pò per il disbrigo delle pratiche doganali in un aeroporto a dir poco fatiscente. Sembra di stare in zona di guerra. Appena usciti ci colpisce il colore giallo dell'aria e il forte calore secco, come se fossimo entrati in una sauna.

Un piccolo pulmino ci porta fino alla sponda del Nilo dove ci fanno trasferire sulla motonave...la nostra aveva uno stile Titanic quasi preoccupante. La camera è spettacolare, sfarzosa, con lettone a 3 piazze, vetrata a tutta parete con vista Nilo e bagno superlusso. Molto apprezzata la cena fredda che ci aspettava sul tavolo del salottino.

Il giorno successivo, dopo una levataccia per evitare le ore più calde, inizia l'avventura egiziana. Dopo la prima colazione a bordo scendiamo dalla motonave e partiamo in pullman per la visita dei templi di Karnak e di Luxor. La nostra guida egiziana, un uomo baffuto sulla cinquantina, è un vero e proprio personaggio, non scorderò mai il suo modo aggressivo e scatarrante di pronunciare i nomi degli dei in egiziano! Amon RRRRà!!!

Iniziamo dal tempio di Luxor, dedicato al dio Amon e fatto costruire da Ramsete II, originariamente ornato da due imponenti obelischi. Peccato che adesso uno dei due è a Parigi, in Place de la Concorde.
Percorriamo una strada con due file lunghissime di arieti accucciati ai lati, fino al tempio di Karnak.

A questo punto prendiamo un traghetto per raggiungere la sponda opposta del Nilo e visitare i monumenti della necropoli Tebana, le tombe reali, la valle dei Re e la Valle delle Regine con i loro coloratissimi dipinti murali, e il Tempio Medinet Habu, dedicato a Ramses II.
 Non avevo idea di cosa aspettarmi, si tratta di una zona desertica e collinare e qua e là ci sono dei grossi buchi nel suolo da cui si scende alle tombe, completamente dipinte con disegni e geroglifici di mille colori.
Nel primo pomeriggio inizia a fare un caldo insostenibile e ci consentono di tornare a bordo per il pranzo.


Finalmente inizia la navigazione verso Edfu, e passiamo il pomeriggio sul ponte della nave in costume a prendere il sole e a fare il bagno nella piscina. Iniziamo a fare amicizia con altre coppie in viaggio di nozze, alla fine si formerà un bel gruppetto e ci si farà compagnia nelle varie peripezie egiziane.
Il paesaggio sul ponte della nave nel tardo pomeriggio è mozzafiato, il Nilo è veramente larghissimo, la luce giallastra dell'Egitto fa sembrare tutto surreale, con uno strano effetto "blur"...l'impressione osservando le sponde, tra palme, capanne e singolare vegetazione, con le colline desertiche e rossiccie stagliate sul fondo, è quella di trovarsi in un presepe.

Ma la luce, la luce...non finirò mai di dirlo...è tutta diversa da quella a cui siamo abituati qui. C'è sabbia nell'aria, il deserto che riflette...è indescrivibile.

In serata attraversiamo la diga di Esna, dopodichè ceniamo e pernottiamo a bordo, cullati dai motori della nave in movimento per tutta la notte.

Il terzo giorno, dopo la solita levataccia e la colazione a bordo, partiamo per la visita del tempio di Edfu dedicato al dio Horus.
Scesi dalla motonave ci fanno salire su delle caratteristiche carrozzelle trainate da cavalli, con le quali raggiungiamo il tempio, attraversando la pittoresca cittadina di Edfu...è impressionante vedere che le case sono perfettamente curate sulle facciate e lasciate al grezzo per tutta la parte posteriore. Completamente fatiscenti.
Il tempio è affascinante, risale al III secolo a.c. ed è perfettamente conservato. Claudio invasato dalla sua passione per i misteri dell'antico Egitto si infila in tutti i cunicoli che trova all'interno dei templi, ogni volta non so se rispunterà fuori e da dove, e spero di non rimanere vedova prima della fine del viaggio.

 Rientriamo con le carrozzelle attraversando il mercato dove compro un bellissimo scialle dai colori dell'oro per la mamma. Prima di salire sulla nave assistiamo allo spettacolo di un incantatore di serpenti, poi rientriamo per il pranzo a bordo.

La motonave salpa alla volta di Kom'Ombo. Arrivati a Kom'Ombo visitiamo i due templi gemelli del dio Coccodrillo e di Haroeri, la divinità dalla testa di falco. Nei mercatini vicino ai templi aquistiamo degli abiti tipici locali, e qualche gingillo egiziano per pochissime lire egiziane.



Rientriamo in motonave e partiamo per Aswan, ceniamo e pernottiamo sulla nave navigando verso sud.
Ci risvegliamo ad Aswan, e dopo colazione ci rechiamo all'aeroporto per salire sul volo verso Abu Simbel, ai confini con il Sudan.

Volando sul deserto del Sahara sperimentiamo l'effetto delle correnti di aria calda che spingono l'aereo verso l'alto (un Tupulev russo che ci fa rizzare il pelo sulla schiena finchè non atterriamo sani e salvi), finchè non raggiungiamo Abu Simbel. Dapprima ci affacciamo a piedi sul lago Nasser, bacino artificiale formatosi dopo la costruzione della Diga di Aswan, e poi svoltando a sinistra ci ritroviamo di fronte a uno spettacolo senza precedenti: il tempio di Ramses II con i quattro colossi alti 21 metri scolpiti nella roccia. E già mi parevano belli quelli di Gardaland!

Il Tempio all'interno è di una rara bellezza, con splendidi affreschi di 4000 anni. A destra del tempio di Ramses si trova il più piccolo tempio di Nefertari, con un'architettura interna altrettanto suggestiva. Spettacolari gli affreschi.
Dopo aver fatto pipì nei bagni chimici a destra del tempio di Nefertari, vado a comprare l'Ibis di legno dall'egiziano che aveva una bancarella sulla strada verso il pullman, già addocchiato all'andata.
Tutta felice col mio ibis, che si rivelerà foriero di misteriose sfighe a seconda di dove punterà il becco, torniamo quindi all'aeroporto in pullman e prendiamo il volo per Aswan.

Nel pomeriggio ci aspetta la favolosa navigazione sul Nilo a bordo delle feluche, le bellissime barche a vela tipiche egiziane, con le quali raggiungiamo il Giardino botanico sulla riva opposta, costeggiando il mausoleo dell'Agha Khna e l'Isola Elefantina. Rientriamo sulla motonave, ceniamo e dormiamo a bordo.

Il giorno seguente dopo colazione partiamo per le antiche cave di granito rosso. Ci gustiamo una panoramica della grande diga di Aswan e poi ci trasferiamo in traghetto sull'isola di Agilka, per iniziare la visita del tempio di Philae, smontato e ricostruito su questo isolotto per preservarlo dalle inondazioni.
Fnisce qui la nostra crociera sul Nilo verso sud, salutiamo la nostra motonave e nel pomeriggio prendiamo un pullman per l'aeroporto di Aswan.

Qui ci aspetta il nostro volo di linea verso Il Cairo, dove atterriamo in serata.


Ci trasferiscono in pullman all'Hotel Sheraton Heliopolis, un lussuosissimo 5 stelle da lasciare senza fiato.
Veniamo a sapere che in quegli stessi giorni stanno pernottano nel nostro hotel tutti i presidenti e i capi di stato della Lega Araba per un vertice politico, tra i quali anche Hosni Moubarak, il presidente dell'Egitto. Ora sì che ci sentiamo tranquilli.
Ceniamo e pernottiamo in hotel.


Il mattino dopo partiamo in pullman per la visita del Museo Egizio, davvero fantastico.
 Per il pranzo ci portano a bordo di un caratteristico ristorante-barcone ormeggiato sul Nilo nel cuore della città, dove mangiamo benissimo.

Nel primo pomeriggio partiamo per la visita della Cittadella di Saladino, e della spettacolare Moschea di alabastro di Mohammed Alì.
Rimaniamo esterrefatti dalla magia di questa moschea, ci togliamo le scarpe prima di entrare e restiamo incantati dall'immensità degli interni, con i tappeti rossi, gli arazzi preziosi e centinaia di lampade di vetro a bulbo che tintinnano sulle nostre teste.
 Al Cairo visitiamo la fabbrica dei profumi, dove compriamo un paio di essenze, la fabbrica dei papiri, dove compriamo tre piccoli dipinti su fogli di papiro originali come ricordo, e il principale negozio di oggetti in basalto e gioielli in pietre preziose, dove acquistiamo un altro tot di regali da portare a casa. Io acquisto una statua del Dio Anubi di basalto che pesa una tonnellata, ma io venero il Dio Anubi e devo averla a tutti i costi. Il ricordino ideale da portare in valigia in aereo insomma.
Rientriamo in hotel per la cena e il pernottamento.

Finalmente è arrivato il giorno delle piramidi: prima di tutto partiamo per Menphi, l'antica capitale d'Egitto e la sua imponente necropoli. Il simbolo di questa zona è la Piramide a Gradoni di Saqqara, il più antico edificio egiziano in pietra, nel cimitero dell'antica Menphi.
Dopo un pranzo al ristorante, raggiungiamo Gizah e ci troviamo dirimpetto la Sfinge, adagiata come in una valle ai nostri piedi, è bellissima...è quasi irreale questo paesaggio, sembra un sogno.


A questo punto saliamo su dei grandissimi cammelli per raggiungere le piramidi in mezzo al deserto roccioso. Oltre a rischiare la vita per salire non vi descrivo le difficoltà della cammellata. Anzi sì, non si capisce come questi altissimi animali ballonzolanti e puzzoni dalle zampe inspiegabilmente sottilissime riescano a poggiare le unghie sui sassi rotolanti in discese e salite ripide senza capottarti di sotto ogni due minuti. Perchè il percorso tra le piramidi non è tutto un deserto di sabbia liscia come uno si aspetta, ma a tratti un percorso da alpinismo estremo tra rocce scoscese. Fortuna che i cammelli hanno un equilibrio incredibile e arriviamo sani e salvi (un po' fetenti).


Nessuno osa entrare nella piramide di Micerino - l'unica visitabile - a causa dei vari avvertimenti sul pericolo di claustrofobia, ma io e Claudio, unici del gruppo, non vogliamo perderci l'emozione e ci mettiamo in fila per scendere all'interno della piramide mentre gli altri vanno a visitare la barca solare di Cheope.
Indescrivibile la discesa in quei cunicoli strettissimi dove si passa solo accucciati, solo dei pezzetti di legno puntellati a terra ti aiutano a non scivolare giù... si sale e si scende in piccoli gruppi a senso alternato, e quando si arriva in fondo ci si ritrova in una stanza, senza decorazioni...ma colma dell'emozione di essere nel cuore di una piramide! e ancora il cunicolo di lì continua, e si scende ancora verso una camera più grande sul fondo.
L'aria è quasi irrespirabile là dentro, ma è un'esperienza che vale il viaggio intero!

Visitiamo quindi - ma solo esternamente perchè l'accesso è vietato ai turisti -  le piramidi più grandi di Cheope e di Chefren, che viste da vicino sorprendono perchè sono tutt'altro che lisce, bensì formate da enormi blocchi irregolari incastrati uno sull'altro. C'è da dire che viste da sotto fanno veramente impressione per la loro maestosità e imponenza.

Rientriamo allo Sheraton e Claudio inizia ad accusare la maledizione del faraone. Durante la notte, dopo aver telefonato in reception al fine di avere della cartaigienica aggiuntiva, ci fanno irruzione in camera due guardie militari egiziane armati di mitra che perquisiscono ogni angolo. Forse pensavano a un messaggio terroristico in codice, chissà (ricordiamo che i capi di stato arabi sono sempre nel nostro hotel). Sono morta di paura, non capivo il senso di questo raid, temevo volessero rapirci. La cartaigienica comunque non ce l'hanno portata.

Il giorno seguente si torna all'aeroporto de Il Cairo, dove ci aspetta il volo per Sharm El Sheik.
Purtroppo a questo punto la maledizione del faraone ha colpito un pò tutti e facciamo una bella fatica a trattenerci nel trasferimento.

Raggiungiamo il nostro bellissimo residence sul mare, il Sinai Grand, su una delle migliori spiagge che si affacciano sulla barriera corallina di Sharm. I primi due giorni sono all'insegna del mal di pancia, ma poi fortunatamente ci sistemiamo.
É tempo di relax, e ci siamo regalati una settimana di totale riposo, sole e mare dopo tante sfaticate in giro per l'Egitto. Con il nostro gruppo di amici trascorriamo delle belle giornate in compagnia, tra abbuffate al ristorante e bagni in piscina, una sera abbiamo anche preso un taxi pericolossimo per andare a visitare il centro di Sharm e fare shopping alle bancarelle.
Il mare di Sharm è di un blu azzurro quasi irreale, i pesci sembrano finti, la barriera è splendida.
Facciamo scorta di tanto caldo e tanto sole...fino al momento del ritorno a casa, con il cuore pieno di Egitto.

Immagini di Sinai Grand Resort Valtur, Sharm El Sheikh
Questa foto di Sinai Grand Resort Valtur è offerta da TripAdvisor.