domenica 20 agosto 2006

PARIS à pieds



Invitati a un matrimonio da favola nei pressi di Versailles, a Parigi, ci siamo detti: dobbiamo assolutamente andarci!

Mavi ha 3 anni e Martino 1 anno e tocca abituarli da piccoli. E poi Mavi deve fare da damigella a Isabelle che le ha pure comprato un vestitino da favola.

Partiamo i primi di agosto da Linate con Easyjet, e atterriamo a Paris Orly. Su internet avevamo già prenotato un'auto a noleggio, la mitica Meriva blu.

Come prima tappa raggiungiamo Auffargis, spettacolare villaggio immerso nel verde, dove abita Isabelle, e passiamo un pò di tempo nella sua splendida villa di campagna con altri invitati venuti da fuori...per la sera poi ci sistemiamo in un Etap hotel a Coignières.

Il giorno seguente ci trasferiamo nel fantastico, magnifico, indescrivibile Hôtel "La Ferme des Vallées" nel Domaine Des Vaux De Cernay, un paradiso immerso nei boschi...semplicemente indescrivibile. 


Fate un giro panoramico sul sito per rendervi conto (nella foto sopra: il nostro alloggio):
http://www.abbayedecernay.com

Qui in giornata festeggiamo il matrimonio di Marco e Isabelle, dopo due suggestive cerimonie tutte alla francese, prima nella Mairie e poi nella petite église di Auffargis.


Il giorno successivo partecipiamo a un banchetto delizioso nella villa della sposa, e poi salutati tutti gli amici, ce ne andiamo a Parigi, per visitarla l'ennesima volta....ma stavolta la prima per i bimbi!

Soggiorniamo per alcuni giorni in un hotel economico ma molto francese vicino a Place de la Bastille, e giriamo Parigi e i suoi luoghi più caratteristici in metro e a piedi, con i bimbi sul passeggino gemellare.
Visitiamo la Tour Eiffel,  Montmartre, il Sacre Coeur e Notre Dame,  mangiando crepes e pain au chocolat quando ci è possibile.



Unica nota negativa: la salita verso il Sacre Coeur spingendo un passeggino gemellare con due bambolotti sopra, una prova fisicamente distruttiva, anche spingendo in due!
Solo per un pomeriggio pioviggina e così possiamo utilizzare la comoda cerata del passeggino.

Se devo dirla tutta, sono stata altre volte a Parigi in passato, ma questa volta l'ho ritrovata peggiorata, molto sporca, piuttosto puzzolente, e soprattutto fastidiosamente invasa dai cinesi, specie per quanto riguarda i principali esercizi.

 Avevo nostalgia del vecchino francese che ti preparava delle eccezionali crepes au chocolat sul suo caratteristico carrettino ambulante...non se ne vedono più. Anche a Montmarte le crepes ora le preparano i cinesi: già precotte, e farcite con la Nutella. Ahimè...
Stessa storia per le pasticcerie e il pain au chocolat.
 
A parte questa nota un pò triste - soprattutto per una come me che ha imparato ad amare profondamente le squisitezze francesi dopo aver vissuto a Grenoble per quasi un anno vicino a una pasticceria - dobbiamo concludere che è stata una bellissima esperienza e abbiamo capito che con i bimbi anche molto piccoli si può viaggiare e visitare in tutta tranquillità. 
Quindi penso che questa sarà solo la prima di tante vacanze itineranti con loro. 
Ci siamo divertiti tantissimo...in attesa delle prossime peripezie!


(pictures by me)

mercoledì 26 aprile 2006

IL FASCINO (culinario) DI WIEN

Sono stata due volte a Vienna, e la seconda volta ho avuto la fortuna di poterla girare con un amico di origini viennesi.
Ci ha ospitati in un tipico palazzo del centro e ci ha accompagnati in un tour davvero coinvolgente e poco turistico alla scoperta dei luoghi più affascinanti e caratteristici, che forse solo i viennesi conoscono.
E ci ha portati a mangiare nei locali più tipici di Wien, le kekkerkolake, gli heurigen e le bierkolake.

Ovviamente dopo un giro obbligatorio a Innsbruck e a Salzburg.

Non so se sia stato questo modo privilegiato di vivere il posto, o se sia per il suo stile, per l'atmosfera, o per le cose buone che ho mangiato...ma io preferisco sempre Vienna ad altre grandi città europee che ho visitato, inclusa Parigi. Forse perchè a Vienna si respira arte.

La mia chicca preferita è la farmacia Engel Apotheke con idipinti di Oscar Laske.


Ho potuto girare Vienna con una decapottabile, in compagnia di amici, vedendo scorci e frequentando locali di ogni genere. Ho vissuto la città da viennese, e mi ha decisamente conquistato.

É impareggiabile Vienna, così maestosa, regale, elegante, ordinata, pulita, decorata, con le grandi vie tutte dritte con i palazzi chiari e le cupole azzurre, dove c'è tanta imponenza ma molto respiro.

Imperdibili il Palazzo di Hofburg, il Duomo di Santo Stefano, gli stravaganti palazzi di Frederick Hundertwasser nel quartiere Landstrasse (che meraviglia!), con linee irregolari e colori sgargianti, poi il Prater, il Mercatino di Naschmarkt, il viale Unter Den Linden, il Belvedere, il Castello di Schonbrunn con il suo spettacoloso parco, la Karlskirche e il Graben, la bellissima piazza allungata su cui si affacciano gli edifici più prestigiosi, e poi le fontane, gli artisti di strada, gli elegantissimi caffè viennesi.

Ma le cose che più mi sono rimaste impresse sono le squisitezze che ho mangiato...

I favolosi hot dog dei baracchini ambulanti...


La maxi cotoletta Wiener Schnitzel, croccante, sottile e gigantesca da Figlmuller....




 La fetta di Sachertorte alla pasticceria dell'Hotel Sacher (con tanto di guardaroba obbligatorio a pagamento!)...


Le Palatschinken ripiene dai mille gusti al Heindl's Palatschinken Pfandl...


Ma anche il gulasch, i Semmelknödel, l'apfelstrudel, la frittatensuppe....e ovviamente birra e wurstel di tutti i generi e davvero buonissimi, nemmeno paragonabili a quelli a cui siamo abituati.
Dovrò tornare a Vienna , fosse solo per rimangiare così bene e far assaggiare queste cose anche ai miei bambini!

       davanti a Schonbrunn

venerdì 10 giugno 2005

MALLORCA con i bambini


IL VIDEO DI CALA RATJADA - PUNTA AGULLA


Come primo viaggio aereo per il nostro piccolino di un anno (la nostra primogenita di 3 aveva già volato) abbiamo scelto le Baleari, e l'isola di Mallorca, a Punta Agulla (Cala Ratjada) una delle spiagge più suggestive dell'isola. Dista solo un'ora e mezza di viaggio, ma sfortuna ha voluto che fosse il peggior volo che ricordo, nel mezzo di una bufera di acqua, tuoni e fulmini, che mi ha fatto venire veramente paura di precipitare. Per fortuna siamo arrivati a destinazione, anche se molti sia in aereo che all'aeroporto di Palma hanno vomitato per il traballamento!

Devo assolutamente menzionare l'aeroporto di Palma di Mallorca, davvero immenso e interminabile...non ci aspettavamo cotanta roba  in un'isola così piccola.
...Ad essere sinceri, Mallorca è stato un ripiego in quanto a Menorca non abbiamo trovato posto.
Per questa volta le nostre intenzioni di viaggio erano tutt'altro che dinamiche, considerata l'età dei bambini e il nostro bisogno di relax.

Abbiamo scelto questo hotel, il S'Entrador Playa, per il prezzo contenuto e la possibilità di utilizzare in piena libertà il centro benessere, che si è rivelato il punto forte dl viaggio. 
Mallorca è una bella isola, e sarebbe stato da girare con un'auto a noleggio, ma questa volta coi bimbi così piccoli non ce la siamo sentiti.
Il luogo ci ha colpito per l'aspetto "hawayiano".....per chi ha seguito la serie tv, ci ricordava molto l'isola di Lost, con le sue colline verdeggianti affacciate sul mare cristallino.
I primi giorni il tempo ha lasciato molto a desiderare, non ha mai piovuto ma il cielo è stato sempre cupo e grigio, donando al mare un colore irreale e lattiginoso, e alla sabbia una tonalità rosata.

Premetto già che il destino infame ha voluto che tutte le foto più belle di questa vacanza finissero cancellate per errore...poche ce ne restano e sono quelle che vedete, a bassissima risoluzione (sono quelle che avevamo inviato ai nonni per email).
Per questo motivo ho incorporato un video - non di mia proprietà - che ripropone le immagini perdute di questi incantevoli posti.

Il resto della settimana ha iniziato a fare veramente bel tempo, la temperatura era ottima, il mare pulito e stupendo...ma sulle belle spiagge mallorchine...un disastro di gente.
In Spagna le spiagge sono libere e frequentatissime dalla gente del posto...ovviamente le più belle, come la nostra, Cala Agulla, è una delle più gettonate per la sua acqua cristallina e i colori caraibici, incorniciata da  verdi colline rigogliose.
Quindi specie nel weekend, la spiaggia risulta davvero troppo affollata, almeno per i nostri gusti.

Questa sarà forse l'unica vacanza trascorsa in totale relax, tra le puntate in spiaggia e le spaparazzate nella SPA dell'hotel, non si sa perchè nessun altro dei vacanzieri ci scendesse mai, ma era una meraviglia...così nel primo pomeriggio, quando i bambini riposavano, io e Claudio ci davamo il cambio per passare un'ora in totale rilassamento tra le saune, il bagno turco e l'idromassaggio, le poltrone riscaldate e le docce aromatiche...tutto ovviamente già compreso nel pacchetto.

Per me è stato un toccasana, poter usufruire giornalmente di una SPA vuota, dove potermi allargare comodamente in una vasca idromassaggio da 8 posti....il non plus ultra per una neomamma stressata.
E per un neopapà stanco.

Altra cosa positiva è stata poterci abbuffare al ristorante che disponeva di un'ottima cucina internazionale, e non abbiamo badato all'ingrasso assaggiando di tutto di più.

La sera abbiamo fatto qualche giro a piedi dall'hotel passando lungomare su dei bei sentieri a picco sulle calette rocciose della vicina Cala Lliteres, col suo piccolo porticciolo,  fino al centro di Cala Ratjada, piena di bei locali, e bei negozi...ma ciò che mi ha più colpito è la luce giallo rosata del tramonto, davvero suggestiva e particolare.

Non credo che torneremo a breve alle Baleari, ma comunque ne serbiamo un bel ricordo...possiamo dire la vacanza giusta e il luogo giusto per un certo momento della nostra  vita di viaggiatori.

Sperando che i bambini crescano in fretta per poterli scarrozzare un pò in giro!

martedì 26 aprile 2005

Le meraviglie di Plitvice



 Si sente spesso di gente che va in Croazia (Jugoslavia) per le vacanze, ma non ho ancora trovato nessuno che sia stato a Plitvice, e poichè io ho un ricordo favoloso di questi luoghi, voglio consigliarvi un giro in questo parco non troppo distante da noi, il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice.

  Io avevo alloggiato in un hotel appena fuori dal parco, sul sito trovate le varie proposte di alloggio ma è consigliabile anche il camper.

Sono posti verdissimi, meravigliosi, con sentieri e passerelle di legno che si snodano tra le foreste, fino ad attraversare il lago principale, ci sono poi altri 15 laghetti, cascate, sorgenti, torrenti, fiori, animali, in mezzo a una vegetazione rigogliosa.

Ci si può addirittura spostare su battelli elettrici e trenini.

 
 Il periodo migliore è l'inizio dell'estate, maggio/giugno, quando il carico d'acqua delle cascate è maggiore e più spettacolare, così come la vegetazione.

 Un posto incredibile, vi lascio il link al sito per farvi un'idea, sperando di ritornarci presto con i miei bambini e far godere anche a loro una spettacolare immersione nella natura:

il sito di Plitvice



Vi allego al post alcune foto di google images, io avevo fatto solo diapositive...
ma vi garantisco che è esattamente come lo vedete.
Magico.


lunedì 14 maggio 2001

Su e giù per l'Egitto


E per il nostro matrimonio ci siamo regalati l'Egitto.
Vi racconto il nostro viaggio, con volo Egyptair in partenza da Malpensa alla volta di Luxor.

 Arriviamo a Luxor in tarda serata e dobbiamo aspettare un pò per il disbrigo delle pratiche doganali in un aeroporto a dir poco fatiscente. Sembra di stare in zona di guerra. Appena usciti ci colpisce il colore giallo dell'aria e il forte calore secco, come se fossimo entrati in una sauna.

Un piccolo pulmino ci porta fino alla sponda del Nilo dove ci fanno trasferire sulla motonave...la nostra aveva uno stile Titanic quasi preoccupante. La camera è spettacolare, sfarzosa, con lettone a 3 piazze, vetrata a tutta parete con vista Nilo e bagno superlusso. Molto apprezzata la cena fredda che ci aspettava sul tavolo del salottino.

Il giorno successivo, dopo una levataccia per evitare le ore più calde, inizia l'avventura egiziana. Dopo la prima colazione a bordo scendiamo dalla motonave e partiamo in pullman per la visita dei templi di Karnak e di Luxor. La nostra guida egiziana, un uomo baffuto sulla cinquantina, è un vero e proprio personaggio, non scorderò mai il suo modo aggressivo e scatarrante di pronunciare i nomi degli dei in egiziano! Amon RRRRà!!!

Iniziamo dal tempio di Luxor, dedicato al dio Amon e fatto costruire da Ramsete II, originariamente ornato da due imponenti obelischi. Peccato che adesso uno dei due è a Parigi, in Place de la Concorde.
Percorriamo una strada con due file lunghissime di arieti accucciati ai lati, fino al tempio di Karnak.

A questo punto prendiamo un traghetto per raggiungere la sponda opposta del Nilo e visitare i monumenti della necropoli Tebana, le tombe reali, la valle dei Re e la Valle delle Regine con i loro coloratissimi dipinti murali, e il Tempio Medinet Habu, dedicato a Ramses II.
 Non avevo idea di cosa aspettarmi, si tratta di una zona desertica e collinare e qua e là ci sono dei grossi buchi nel suolo da cui si scende alle tombe, completamente dipinte con disegni e geroglifici di mille colori.
Nel primo pomeriggio inizia a fare un caldo insostenibile e ci consentono di tornare a bordo per il pranzo.


Finalmente inizia la navigazione verso Edfu, e passiamo il pomeriggio sul ponte della nave in costume a prendere il sole e a fare il bagno nella piscina. Iniziamo a fare amicizia con altre coppie in viaggio di nozze, alla fine si formerà un bel gruppetto e ci si farà compagnia nelle varie peripezie egiziane.
Il paesaggio sul ponte della nave nel tardo pomeriggio è mozzafiato, il Nilo è veramente larghissimo, la luce giallastra dell'Egitto fa sembrare tutto surreale, con uno strano effetto "blur"...l'impressione osservando le sponde, tra palme, capanne e singolare vegetazione, con le colline desertiche e rossiccie stagliate sul fondo, è quella di trovarsi in un presepe.

Ma la luce, la luce...non finirò mai di dirlo...è tutta diversa da quella a cui siamo abituati qui. C'è sabbia nell'aria, il deserto che riflette...è indescrivibile.

In serata attraversiamo la diga di Esna, dopodichè ceniamo e pernottiamo a bordo, cullati dai motori della nave in movimento per tutta la notte.

Il terzo giorno, dopo la solita levataccia e la colazione a bordo, partiamo per la visita del tempio di Edfu dedicato al dio Horus.
Scesi dalla motonave ci fanno salire su delle caratteristiche carrozzelle trainate da cavalli, con le quali raggiungiamo il tempio, attraversando la pittoresca cittadina di Edfu...è impressionante vedere che le case sono perfettamente curate sulle facciate e lasciate al grezzo per tutta la parte posteriore. Completamente fatiscenti.
Il tempio è affascinante, risale al III secolo a.c. ed è perfettamente conservato. Claudio invasato dalla sua passione per i misteri dell'antico Egitto si infila in tutti i cunicoli che trova all'interno dei templi, ogni volta non so se rispunterà fuori e da dove, e spero di non rimanere vedova prima della fine del viaggio.

 Rientriamo con le carrozzelle attraversando il mercato dove compro un bellissimo scialle dai colori dell'oro per la mamma. Prima di salire sulla nave assistiamo allo spettacolo di un incantatore di serpenti, poi rientriamo per il pranzo a bordo.

La motonave salpa alla volta di Kom'Ombo. Arrivati a Kom'Ombo visitiamo i due templi gemelli del dio Coccodrillo e di Haroeri, la divinità dalla testa di falco. Nei mercatini vicino ai templi aquistiamo degli abiti tipici locali, e qualche gingillo egiziano per pochissime lire egiziane.



Rientriamo in motonave e partiamo per Aswan, ceniamo e pernottiamo sulla nave navigando verso sud.
Ci risvegliamo ad Aswan, e dopo colazione ci rechiamo all'aeroporto per salire sul volo verso Abu Simbel, ai confini con il Sudan.

Volando sul deserto del Sahara sperimentiamo l'effetto delle correnti di aria calda che spingono l'aereo verso l'alto (un Tupulev russo che ci fa rizzare il pelo sulla schiena finchè non atterriamo sani e salvi), finchè non raggiungiamo Abu Simbel. Dapprima ci affacciamo a piedi sul lago Nasser, bacino artificiale formatosi dopo la costruzione della Diga di Aswan, e poi svoltando a sinistra ci ritroviamo di fronte a uno spettacolo senza precedenti: il tempio di Ramses II con i quattro colossi alti 21 metri scolpiti nella roccia. E già mi parevano belli quelli di Gardaland!

Il Tempio all'interno è di una rara bellezza, con splendidi affreschi di 4000 anni. A destra del tempio di Ramses si trova il più piccolo tempio di Nefertari, con un'architettura interna altrettanto suggestiva. Spettacolari gli affreschi.
Dopo aver fatto pipì nei bagni chimici a destra del tempio di Nefertari, vado a comprare l'Ibis di legno dall'egiziano che aveva una bancarella sulla strada verso il pullman, già addocchiato all'andata.
Tutta felice col mio ibis, che si rivelerà foriero di misteriose sfighe a seconda di dove punterà il becco, torniamo quindi all'aeroporto in pullman e prendiamo il volo per Aswan.

Nel pomeriggio ci aspetta la favolosa navigazione sul Nilo a bordo delle feluche, le bellissime barche a vela tipiche egiziane, con le quali raggiungiamo il Giardino botanico sulla riva opposta, costeggiando il mausoleo dell'Agha Khna e l'Isola Elefantina. Rientriamo sulla motonave, ceniamo e dormiamo a bordo.

Il giorno seguente dopo colazione partiamo per le antiche cave di granito rosso. Ci gustiamo una panoramica della grande diga di Aswan e poi ci trasferiamo in traghetto sull'isola di Agilka, per iniziare la visita del tempio di Philae, smontato e ricostruito su questo isolotto per preservarlo dalle inondazioni.
Fnisce qui la nostra crociera sul Nilo verso sud, salutiamo la nostra motonave e nel pomeriggio prendiamo un pullman per l'aeroporto di Aswan.

Qui ci aspetta il nostro volo di linea verso Il Cairo, dove atterriamo in serata.


Ci trasferiscono in pullman all'Hotel Sheraton Heliopolis, un lussuosissimo 5 stelle da lasciare senza fiato.
Veniamo a sapere che in quegli stessi giorni stanno pernottano nel nostro hotel tutti i presidenti e i capi di stato della Lega Araba per un vertice politico, tra i quali anche Hosni Moubarak, il presidente dell'Egitto. Ora sì che ci sentiamo tranquilli.
Ceniamo e pernottiamo in hotel.


Il mattino dopo partiamo in pullman per la visita del Museo Egizio, davvero fantastico.
 Per il pranzo ci portano a bordo di un caratteristico ristorante-barcone ormeggiato sul Nilo nel cuore della città, dove mangiamo benissimo.

Nel primo pomeriggio partiamo per la visita della Cittadella di Saladino, e della spettacolare Moschea di alabastro di Mohammed Alì.
Rimaniamo esterrefatti dalla magia di questa moschea, ci togliamo le scarpe prima di entrare e restiamo incantati dall'immensità degli interni, con i tappeti rossi, gli arazzi preziosi e centinaia di lampade di vetro a bulbo che tintinnano sulle nostre teste.
 Al Cairo visitiamo la fabbrica dei profumi, dove compriamo un paio di essenze, la fabbrica dei papiri, dove compriamo tre piccoli dipinti su fogli di papiro originali come ricordo, e il principale negozio di oggetti in basalto e gioielli in pietre preziose, dove acquistiamo un altro tot di regali da portare a casa. Io acquisto una statua del Dio Anubi di basalto che pesa una tonnellata, ma io venero il Dio Anubi e devo averla a tutti i costi. Il ricordino ideale da portare in valigia in aereo insomma.
Rientriamo in hotel per la cena e il pernottamento.

Finalmente è arrivato il giorno delle piramidi: prima di tutto partiamo per Menphi, l'antica capitale d'Egitto e la sua imponente necropoli. Il simbolo di questa zona è la Piramide a Gradoni di Saqqara, il più antico edificio egiziano in pietra, nel cimitero dell'antica Menphi.
Dopo un pranzo al ristorante, raggiungiamo Gizah e ci troviamo dirimpetto la Sfinge, adagiata come in una valle ai nostri piedi, è bellissima...è quasi irreale questo paesaggio, sembra un sogno.


A questo punto saliamo su dei grandissimi cammelli per raggiungere le piramidi in mezzo al deserto roccioso. Oltre a rischiare la vita per salire non vi descrivo le difficoltà della cammellata. Anzi sì, non si capisce come questi altissimi animali ballonzolanti e puzzoni dalle zampe inspiegabilmente sottilissime riescano a poggiare le unghie sui sassi rotolanti in discese e salite ripide senza capottarti di sotto ogni due minuti. Perchè il percorso tra le piramidi non è tutto un deserto di sabbia liscia come uno si aspetta, ma a tratti un percorso da alpinismo estremo tra rocce scoscese. Fortuna che i cammelli hanno un equilibrio incredibile e arriviamo sani e salvi (un po' fetenti).


Nessuno osa entrare nella piramide di Micerino - l'unica visitabile - a causa dei vari avvertimenti sul pericolo di claustrofobia, ma io e Claudio, unici del gruppo, non vogliamo perderci l'emozione e ci mettiamo in fila per scendere all'interno della piramide mentre gli altri vanno a visitare la barca solare di Cheope.
Indescrivibile la discesa in quei cunicoli strettissimi dove si passa solo accucciati, solo dei pezzetti di legno puntellati a terra ti aiutano a non scivolare giù... si sale e si scende in piccoli gruppi a senso alternato, e quando si arriva in fondo ci si ritrova in una stanza, senza decorazioni...ma colma dell'emozione di essere nel cuore di una piramide! e ancora il cunicolo di lì continua, e si scende ancora verso una camera più grande sul fondo.
L'aria è quasi irrespirabile là dentro, ma è un'esperienza che vale il viaggio intero!

Visitiamo quindi - ma solo esternamente perchè l'accesso è vietato ai turisti -  le piramidi più grandi di Cheope e di Chefren, che viste da vicino sorprendono perchè sono tutt'altro che lisce, bensì formate da enormi blocchi irregolari incastrati uno sull'altro. C'è da dire che viste da sotto fanno veramente impressione per la loro maestosità e imponenza.

Rientriamo allo Sheraton e Claudio inizia ad accusare la maledizione del faraone. Durante la notte, dopo aver telefonato in reception al fine di avere della cartaigienica aggiuntiva, ci fanno irruzione in camera due guardie militari egiziane armati di mitra che perquisiscono ogni angolo. Forse pensavano a un messaggio terroristico in codice, chissà (ricordiamo che i capi di stato arabi sono sempre nel nostro hotel). Sono morta di paura, non capivo il senso di questo raid, temevo volessero rapirci. La cartaigienica comunque non ce l'hanno portata.

Il giorno seguente si torna all'aeroporto de Il Cairo, dove ci aspetta il volo per Sharm El Sheik.
Purtroppo a questo punto la maledizione del faraone ha colpito un pò tutti e facciamo una bella fatica a trattenerci nel trasferimento.

Raggiungiamo il nostro bellissimo residence sul mare, il Sinai Grand, su una delle migliori spiagge che si affacciano sulla barriera corallina di Sharm. I primi due giorni sono all'insegna del mal di pancia, ma poi fortunatamente ci sistemiamo.
É tempo di relax, e ci siamo regalati una settimana di totale riposo, sole e mare dopo tante sfaticate in giro per l'Egitto. Con il nostro gruppo di amici trascorriamo delle belle giornate in compagnia, tra abbuffate al ristorante e bagni in piscina, una sera abbiamo anche preso un taxi pericolossimo per andare a visitare il centro di Sharm e fare shopping alle bancarelle.
Il mare di Sharm è di un blu azzurro quasi irreale, i pesci sembrano finti, la barriera è splendida.
Facciamo scorta di tanto caldo e tanto sole...fino al momento del ritorno a casa, con il cuore pieno di Egitto.

Immagini di Sinai Grand Resort Valtur, Sharm El Sheikh
Questa foto di Sinai Grand Resort Valtur è offerta da TripAdvisor.