Il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina.

martedì 21 giugno 2011

ARIZONA on the road

Il nostro on the road continua in Arizona, e facciamo sosta a Kayenta per il pranzo da Mac Do, su richiesta dei bimbi...ma anche perchè non c'è proprio altro! Incredibile, qui persino il fast food è gestito dagli indiani navajo, che sono tremendamente attaccati al soldo...e abbiamo qualche problema a farci sostituire i giochini dell'Happy Meal! I figli giocano un pò nell'enorme play zone del Mac, e poi facciamo rotta su Page

Prendiamo la 98 per vedere come funziona l'accesso all'Antelope Canyon: era in programma di visitarlo già a ora di pranzo di quello stesso giorno e il cambio di fuso ci sarebbe anche propizio. Ci fermiamo al banchetto degli indiani per chiedere informazioni e ci dicono che è meglio tornare il mattino dopo per l'Upper Antelope, mentre è meglio visitare il Lower nel primo pomeriggio. 


Scendiamo lungo la strada e vediamo le insegne dell'Upper Antelope...non capendo di che canyon ci fossimo appena informati, chiediamo anche lì, e ci fanno confusione...poi parlano americano misto navajo e non si capisce nulla. Insomma, torniamo dagli indiani di prima che ci pare di aver capito sono sempre dell'Upper, ma di un'altra compagnia che gestisce gli accessi e hanno orari più comodi per noi. 

Loro ci fanno scendere di nuovo ma dalla parte opposta, dove c'è il Lower Antelope!!! Siamo definitivamente ubriachi. Il Lower non è indicato da cartelli, così torniamo indietro dagli indiani di fronte che ci dicono che eravamo giusti, bastava andare avanti un altro pò! Ridendo per la situazione finalmente raggiungiamo i navajo che gestiscono il Lower...che ci consigliano di tornare il mattino dopo per via del troppo vento!!!

Deviamo allora verso Horseshoe Bend per vedere l'ansa del Colorado. Un  cartello portasfiga ci annuncia tutte le tragedie possibili nell'intraprendere l'overlook trail, tra cui il rischio di venire fulminati in caso di nuvoloni neri all'orizzonte. Dato che i nuvoloni neri c'erano, e sempre più vicini, rinunciamo al trail e rimandiamo pure quello al mattino dopo. 


Saliamo al nostro Rodeway Inn di Page per fare il check-in ma il fuso stavolta ci è nemico: si fa alle 3 e qui sono ancora le 2. Decidiamo di andarci a vedere il Lago Powell e scendiamo verso la Glen Dam. Oltrepassiamo il Glen Dam Bridge, un pò da brividi così sospeso sul Glen canyon e traballante col vento, e ci fermiamo al Visitor Center. 


Decidiamo di entrare nel Glen Canyon national park dove ammiriamo degli stupendi ed irreali paesaggi sul lago Powell...e salendo verso nord rientriamo nello Utah! Il cielo è minaccioso e l'aria è fresca...ma i colori sono meravigliosi.

Rientriamo in Arizona e ci fermiamo per attraversare a piedi il Glen Dam bridge, quasi da vertigini lo spettacolo a picco sul canyon e il vento che ti porta via. Saliamo fino al punto panoramico sulla diga, e poi da sola mi faccio il trail per andare ad ammirarla, mentre Cla e i bimbi riposano un attimo. Decidiamo quindi di fare un giro da Walmart Supercenter lì vicino, dove ci compriamo la colazione per il mattino dopo, a base di double iced cinnamon rolls e orange juice. Ovviamente altre americanate finiscono nel nostro carrello, ma la più utile è la valigia d'emergenza superestensibile per dilatare il nostro carico di bagagli!


Saliamo a Page per fare finalmente il check-in e poi riscendiamo giù fino al Burger King (che ancora non avevamo provato!) per la cena e poi torniamo subito in motel. Nell'unico motel dove il wifi non doveva prendere...il wifi funziona, meno male. Si va a letto presto: domani ci aspetta una giornatona tra le più intense del viaggio.

Ci svegliamo presto per affrontare il trail dell'Horseshoe Bend, il sole splende, il vento è cessato, è ancora presto e non fa caldo...quindi si prospetta una bella passeggiata. Senza troppi problemi scongiuriamo le sfighe preannunciate dal cartello e scendiamo il percorso sabbioso fino all'overlook del Colorado. I bimbi sono bravissimi, ma appena ci avviciniamo al burrone li facciamo sedere su un masso col divieto di muoversi. Mi avvicino al ciglio e con mio grande rammarico scopro che lo spettacolo che non vedevo l'ora di vedere è in ombra nera per più della metà.




La meraviglia si intuisce ma non si può apprezzare appieno, inoltre le foto non vengono...impossibile compensare l'esposizione delle zone in ombra totale con quella delle zone assolatissime. Maledicendo i viaggiatori di internet che consigliavano di vedere Horseshoe Bend al mattino (senza specificare: solo prima delle 5), mi sdraio sul bordo per ammirare comunque quel curvone da brivido sotto di me. Aspettiamo il più possibile ma la luce cambia poco, quindi ce ne andiamo un pò tristi. 
Perlomeno non abbiamo patito il caldo durante il percorso. 


Saliamo fino al Lower Antelope Canyon, paghiamo in contanti il nostro giro delle 8.30 e nell'attesa della partenza facciamo colaazione nel parcheggio con i nostri cinnamon rolls squisiti!
Arriva la guida e si parte a piedi...siamo una ventina di persone. Arriviamo all'entrata del canyon che subito non si capisce dove sia...c'è una fessura tra le rocce nel terreno dove sembra impossibile poter passare...ma è di lì che scendiamo, con un pò di attenzione, mettendo i piedi su degli scalini di ferro. Il posto si dimostra subito all'altezza delle aspettative, anzi di più...e capiamo che le foto in rete non sono photoshoppate, i colori sono reali. 



Scendiamo negli interstizi tra le rocce rosse, arancio e rosa, lisce, striate, stupefacenti nei loro giochi di luce e ombra. Il percorso è una strisciolina di sabbia rossa sottile tra le pareti di roccia strettissime. Si scende ancora e ancora...ogni tanto compare uno strapiombo e una scala di ferro...e si va giù, e tutto è sempre più spettacolare. I bimbi se la cavano benissimo, anche loro si emozionano. Siamo incantati. Dopo un'ora passata a passeggiare in quel luogo fenomenale è ora di risalire in superficie, e un'unica scala di ferro ci riporta su. 


Ne valeva decisamente la pena: siamo convinti che anche l'Upper Antelope non ci deluderà. Risaliamo in auto e andiamo dai primi navajo con cui avevamo parlato ieri. Paghiamo il giro delle 10.30, poi ci fanno salire su un fuoristrada guidato dalla nostra guida, un simpatico indiano. Scendiamo all'entrata dell'Upper, e percorriamo circa un quarto d'ora di strada sabbiosa pazzesca (il letto del torrente che ogni tanto invade i canyon) col fuoristrada che traballa tantissimo e scula a destra e sinistra, e i bimbi ridono istericamente! 


Arriviamo all'imbocco del canyon e a differenza dell'altro notiamo una gran confusione di gente. L'Upper è "piatto", molto più agibile e meno claustrofobico del Lower, e quindi attira molti più turisti. Quando è il turno del nostro gruppo entriamo, e constatiamo subito che anche questo è incantevole...peccato solo che ci sia così tanta gente. 



Come i navajo ci avevano promesso, riusciamo a godere dello spettacolo dei light beams, i raggi di sole che entrano dalle fessure e illuminano il suolo. Passiamo circa un'ora nell'Upper, mentre la guida ci dà il tempo di fotografare e ci fa notare le inquadrature più suggestive. Arrivati al fondo, ovvero l'imbocco dove l'acqua entra per inondare tutto, vediamo i buchi delle pallottole sulle rocce, eredità delle sparatorie del far west, e poi ripercorriamo il canyon al contrario. Usciamo, risaliamo sul fuoristrada e ci tocca un'altra corsa pazza a zig zag sul letto del fiume! Torniamo alla macchina, pervasi dalla meraviglia di questa esperienza, e torniamo a Page per il pranzo.


 Io ho voglia del panino uovo e avocado di Subway...ma al Subway sulla strada non hanno l'uovo. Proviamo all'altro Subway di fronte all'hotel: inaugura l'apertura il giorno dopo.


Mi tengo la voglia e si va al Mac, tanto per cambiare. Prendo insalata asian, ma non c'è insalata nella mia insalata: solo pollo fritto. Claudio chiede se possono aggiungerne, si scazzano un pò e lì mi convinco che nel rifarla ci hanno sputato dentro!! La mangio malvolentieri, poi chiedo un frappè moka e non ce l'hanno. Non è la mia giornata....ridendo ce ne andiamo da Page con destinazione Grand Canyon.



La strada per arrivarci è lunghissima, ci sembra infinita e non particolarmente scenica. Percorriamo la Desert View che costeggia il South Rim, e ogni tanto ci fermiamo ad ammirare alcuni punti panoramici. 



Ci fermiamo al Grandview Point dove entriamo nella Watchtower e facciamo un pò di shopping nei negozietti. 


Raggiungiamo poi il parcheggio principale di Grand Canyon Village dove passeggiamo fino al Mather Point. Il tramonto si avvicina, quindi lasciamo l'auto nei pressi del Bright Angel e prendiamo la navetta rossa che percorre la Hermit Road. 


Raggiungiamo così Hopi Point dove ammiriamo il Grand Canyon accendersi al calar del sole...incredibile, prima era tutto in ombra, poi di minuto in minuto i colori prendono vita e lo spettacolo del grande cratere nero tra le rocce rosse è sotto i nostri occhi. L'intenzione era di percorrere il sentiero lungo il bordo del canyon fino al punto d'osservazione precedente, il Powell Point, e di lì riprendere la navetta per il ritorno.

Ma abbiamo indugiato troppo a gustarci le varie angolazioni di Hopi Point ed è quasi buio, non abbiamo portato una torcia e non è il caso di avventurarsi, tra un pò lì sarà tutto nero, non c'è illuminazione, solo natura (tra cui i puma segnalati da un cartello...paura!).
Fa freddissimo tutto un tratto, non abbiamo i pile con noi, e speriamo di essere salvati! 


Decidiamo il da farsi insieme a una famiglia di simpatici americani con 3 figli e ci convinciamo che la navetta ci raccoglierà lì, anche se la fermata non sarebbe prevista. Infatti la santa navetta che doveva salire fino a Mohave Point si ferma, ci raccoglie, e torna indietro fino al nostro parcheggio.

Fantastico! Saliamo in auto, e nel buio pesto più totale con l'aiuto del santo navigatore satellitare, riusciamo a lasciare i boschi del south rim e a dirigerci verso sud, direzione Williams.
I bimbi dormono, e la strada per Williams è buia e noiosissima, non so come faccia Claudio a non addormentarsi! Arriviamo in tarda serata al nostro Motel 6, ma ci rendiamo conto che abbiamo saltato la cena! 


Ci fermiamo prima ad un Supermarket Safeway dietro l'hotel, io aspetto in auto coi bimbi che ronfano mentre Claudio prende dei sandwiches. Fa freddissimo a Williams, fuggiamo nella nostra stanza coi bimbi in braccio che continuano il dritto rifiutando la cena, mentre noi ci gustiamo i panozzi al tavolo della nostra stanza. La giornatona tour de force è finita!



Al mattino ci alziamo con più calma del solito, scopriamo che fa un bel calduccio, e torniamo al Supermarket Safeway per la colazione. Per pochi dollari facciamo il pieno di doughnuts e danish al reparto panificio, poi compriamo qualche altra americanata come il peanut butter! e infine ci prendiamo un bel caffettone caldo allo Starbucks lì dentro. Stavolta compro lo shaker di Starbucks per farmi i caffettoni a casa, acquisto spettacolare! 


Rifocillati e rimpinzati pienamente lasciamo l'auto in centro e visitiamo Williams a piedi. É la nostra prima tappa lungo la Historic Route 66, carinissima. Ci rilassiamo un pò nei negozietti dove prendiamo qualche regalino da portare a casa, e sopratutto, io compro il mio bellissimo cappello western di paglia, in un negozio di vestiario e accessori per cowboys!


Riprendiamo la macchina e andiamo a Seligman, sul tratto dismesso della 66, dove tutto è stato fin troppo enfatizzato sulla scia di "Cars". Le vecchie auto hanno gli occhi e rappresentano perlopiù i personaggi del cartone.



 I negozi di souvenir sono pura pazzia...quando si dice "americanate", non saprei come altro descriverlo, ma anche questa dopotutto è l'essenza dell'America!

Proseguiamo verso Peach Springs, Truxton, Valentine, Hackberry...sulla strada sono parcheggiate qua e là auto d'epoca, e si vedono vecchie pompe di benzina, vecchi garages, vecchie capanne. 


Da Kingman a Oatman la strada si fa tortuosa e sale e scende di quota...e io che mi ero sempre immaginata la 66 come una strada tutta dritta: ecco perchè l'hanno abbandonata! 


Numerosi cani della pateria ci attraversano la strada nei tratti dove domina la prateria...è incredibile quanti se ne vedono, a decine, o corrono goffi con i loro culotti cicciottelli, o si mettono in allerta, come di vedetta...ma se rallenti è impossibile fotografarli, si tuffano in un buco nel terreno prima che tu riesca a fare un clic!



Arriviamo a Oatman, una specie di ghost town dove gli asini la fanno da padroni, subito ce ne entra uno in macchina col muso peloso. Facciamo un giro a Oatman, un pò "finta" ma comunque caratteristica. 



Fa caldissimo e proseguiamo sulla vecchia 66, che è molto più lunga di quel che credevamo...forse perchè tortuosa e quindi impegnativa. 


 Raggiungiamo Topock e quindi Needles, dispiaciuti di constatare che non c'è più nemmeno un cartello originale della 66 sulla 66, forse li hanno tolti tutti per metterli al sicuro e li hanno sostituiti con quelli nuovi marroni che indicano "Historic Route 66".

Per arrivare a Needles rientriamo in California, e si conclude così il nostro indimenticabile Arizona Dream!


...continua a leggere il diario

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